Volare da un capo all’altro del mondo in una manciata di minuti: la sfida dei cieli di Antipode

Concept artistico di Antipode. Sul muso del velivolo si distingue chiaramente l’ugello che dovrebbe rendere possibile il fenomeno della Long Penetration Mode (LPM)

“Dammi solo dieci minuti e sono subito da te…”
Plausibilmente, potreste pensare di rivolgere queste parole ad un amico, un parente, un collega che vi aspetta magari al bar dietro l’angolo, nella piazza accanto alla vostra abitazione, nell’ufficio ad un paio di piani sopra o sotto il vostro o, comunque, a qualcuno che si trova ad un tiro di schioppo rispetto a voi.
E se invece, soggiornando per esempio a Londra, poteste fare una promessa del genere a qualcuno che si trova all’altro capo del mondo, supponiamo a New York? Magari il solo pensiero potrebbe farvi sorridere divertiti, considerando una siffatta circostanza talmente irrealistica da essere appannaggio di un film di fantascienza.

Eppure in un prossimo futuro potrebbe succedere davvero: nei giorni scorsi un ingegnere canadese, Charles Bombardier, ha infatti presentato il concept di un nuovo aereo ipersonico in grado di raggiungere una velocità di Mach 24, ovvero 24 volte superiore rispetto a quella del suono.

Ad una tale velocità, pari a circa 25.750 chilometri orari, si volerebbe da Londra a New York in soli 11 minuti: giusto il tempo di sorseggiare un drink e, senza neanche rendersene conto, si è subito giunti a destinazione. Così quel sorriso divertito che poc’anzi abbiamo ipotizzato aprirsi sulle vostre labbra potrebbe adesso essersi trasformato in un’espressione di incredulo stupore. Solo per fare qualche altro esempio di come questo velivolo sarebbe in grado di coprire enormi distanze in tempi brevissimi, partendo da New York si potrebbero raggiungere Dubai in 22 minuti, Hong Kong in 26 minuti e Sidney in appena 32 minuti.

L’aereo è stato battezzato dal suo ideatore “Antipode”, nome che racchiude in sé l’ambizioso obiettivo che ne è alla base: riuscire a volare da una determinata località al suo, per l’appunto, “antipode”, nel minor tempo possibile.

E pensare che, solo pochi mesi fa, ci era sembrato di poter rivivere il sogno dei voli supersonici, tramontato insieme al Concorde, grazie al Concorde 2.0, l’aereo progettato dal colosso aeronautico europeo Airbus ed il cui brevetto è stato depositato negli USA lo scorso Luglio.

Già in quell’occasione il Concorde 2.0 aveva destato meraviglia per la sua prospettiva di riuscire a volare da Londra a New York in appena un’ora, viaggiando ad una velocità di Mach 4.5, quasi doppia rispetto a quella del Concorde originale che si fermava a “soli” Mach 2.5 e che quindi impiegava tre ore e mezza per coprire la stessa tratta.

Ma adesso Antipode, con i suoi 24 Mach di velocità ed il suo tempo record di undici minuti per volare da Londra a New York, rischia non solo di offuscare il ricordo del Concorde, ma anche di eclissare il Concorde 2.0 prima ancora che quest’ultimo riesca a vedere la luce.

Bombardier ha realizzato il concept di Antipode insieme al team di “Imaginactive“, l’organizzazione no-profit da lui stesso fondata che si occupa di progettare veicoli futuristici o di implementare quelli già esistenti. Come fa puntualmente ogni volta che sviluppa un nuovo concept, Imaginactive ha presentato Antipode sul proprio sito web (www.imaginactive.org), fornendo una breve descrizione del progetto ed una serie di immagini che illustrano quale aspetto il velivolo dovrebbe assumere; tali immagini sono state elaborate da Abhishek Roy, fondatore della Lunatic Koncepts, un laboratorio di design che ha sede in India. Imaginactive condivide on-line tutti i suoi progetti per un duplice obiettivo: il primo è quello di raccogliere feedback e suggerimenti da parte di altri ingegneri o designer industriali da tutto il mondo, in modo che, attraverso il loro contributo, le proprie idee possano essere implementate e migliorate; il secondo è quello di catturare l’attenzione di potenziali investitori ed industriali che possano essere interessati a realizzarle. Imaginactive, del resto, è costantemente alla ricerca di idee innovative per il futuro dei trasporti e per questo incoraggia chiunque ne abbia a comunicargliele, condividendole apertamente e liberamente.

Nel concept di Bombardier, Antipode sarà dotato di propulsori a razzo attaccati alle ali, che dovrebbero fornirgli la spinta necessaria per decollare, salire fino ad una quota di crociera di circa 12 chilometri ed accelerare fino a raggiungere una velocità di Mach 5. A questo punto, i propulsori si staccherebbero dalle ali e tornerebbero sulla terra, alla loro base di partenza, esattamente come avviene per i razzi riutilizzabili realizzati da Blue Origin. A Mach 5, verrebbe attivato un motore Scramjet (Supersonic Combustion Ramjet) che farebbe accelerare il velivolo fino a Mach 24, conservando sempre una quota di crociera di 12 chilometri.

Solo pochi mesi fa lo stesso Bombardier aveva presentato il concept di un altro aereo ipersonico destinato ai voli commerciali: “Skreemr“, questo il nome del velivolo, avrebbe potuto trasportare in giro per il mondo un totale di 75 passeggeri, raggiungendo una velocità di Mach 10. Tuttavia, il progetto si era rivelato irrealizzabile in quanto aveva presentato due grossi quanto prevedibili problemi, senza alcuna concreta prospettiva di soluzione. Il primo riguardava il fastidio dei boom sonici generati nella fase di superamento del muro del suono, problema che diventa particolarmente complicato quando si sorvolano aree abitate. Il secondo, invece, era quello del calore: il raggiungimento di velocità ipersoniche determina un considerevole incremento della temperatura (fino a quasi 1000°C) e, di conseguenza, la superficie dell’intero velivolo, soprattutto a livello del muso e delle ali, sarebbe stata sottoposta ad un eccessivo surriscaldamento; purtroppo, al momento, non sono ancora stati realizzati materiali in grado di resistere a temperature così elevate.

Tuttavia, poco dopo la presentazione ufficiale di Skreemr, Bombardier è stato contattato da Joseph Hazeltine della Wyle Inc., azienda che fornisce consulenza tecnica, scientifica ed ingegneristica al Dipartimento della Difesa statunitense, alla NASA e ad altre agenzie governative federali. Hazeltine ha suggerito a Bombardier di utilizzare un nuovo fenomeno aerodinamico, denominato “Long Penetration Mode” (LPM), per fronteggiare entrambe le problematiche.

Accantonato il progetto di Skreemr, Bombardier ha cercato di applicare questo suggerimento ad Antipode: un ugello posizionato sul muso dell’aereo sarebbe in grado di generare un flusso di aria controcorrente, alla base del fenomeno dell’LPM, che determinerebbe una riduzione non solo della temperatura superficiale, ma anche dei boom sonici. Ugelli lineari che consentano un tale flusso di aria dovrebbero essere localizzati anche sulle ali, oltre che sul muso: in questo modo, il raffreddamento interesserebbe tutte le principali superfici dell’aereo.
Antipode potrà operare da normali aeroporti: le sue ali sono state progettate per poter planare ed atterrare su piste di circa due chilometri. Sono stati previsti anche dei propulsori a razzo, simili ai razzi EZ della XCOR Aerospace, per le situazioni di emergenza: essi, infatti, verrebbero azionati nel caso in cui l’aereo avesse la necessità di effettuare un secondo tentativo di atterraggio, ma potrebbero anche essere utilizzati per far decelerare l’aereo.

Forse molti resteranno delusi nell’apprendere che Antipode non è stato progettato come aereo commerciale, bensì come business jet o come aereo militare: in un’epoca in cui il tempo rappresenta un fattore sempre più cruciale, Antipode potrebbe trasportare un numero molto limitato di alte cariche ufficiali (si parla di poche unità) da un continente all’altro in meno di un’ora. Al momento, però, ci troviamo di fronte solo ad un concept e non è facile prevedere tra quanto tempo Antipode potrà finalmente solcare i cieli; molti dettagli dovranno ancora essere definiti, primo tra tutti il problema delle eccessive accelerazioni a cui i passeggeri verrebbero inevitabilmente sottoposti per effetto delle spinte dei motori a razzo. Saranno poi necessarie ulteriori ricerche sulla LPM per poterne validare il potenziale tecnologico ed il valore aggiunto.
Intanto, però, il sogno dei voli supersonici continua…

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