Presto le auto volanti nei cieli delle nostre città

L'auto volante Vahana

Concept artistico del progetto Vahana. Credit: Airbus

Le auto volanti sono uno dei cliché della fantascienza, che nelle ultime decadi dello scorso secolo speravamo di veder realizzato con l’avvento del 2000, sognando spostamenti rapidi e viste mozzafiato delle nostre città dall’alto durante i nostri viaggi divenuti ormai rapidissimi.

Sono state immaginate un po’ in tutti i modi, dalla AMC Matador di Agente 007 – L’uomo dalla pistola d’oro alla Delorean DMC-12 di Ritorno al Futuro fino agli Spinner di Blade Runner o agli aerotaxi del Quinto Elemento, ma siamo rimasti disillusi dalla realtà ben comprendendo quanto fosse difficile coniugare in un veicolo privato come l’automobile la semplicità di guida, l’autonomia e la potenza dei motori per mantenerla in volo e lo spazio occupato dai sistemi alari in assenza di rivoluzioni tecnologiche come l’invenzione di un ipotetico sistema antigravità.

Negli ultimi anni c’è stato solo qualche timido tentativo di progettare veicoli volanti, come Terrafugia, il cui sviluppo è tuttavia rallentato dai problemi di sicurezza che sistemi come questo portano con sé, rendendoli inidonei ad una diffusione per la grande massa.

Sono i recenti progressi in fatto di guida autonoma che stanno spingendo A^3, una startup della Silicon Valley del gruppo Airbus, a pensare di poter testare un prototipo di veicolo volante già verso la fine di quest’anno.

Il progetto, chiamato Vahana (parola sanscrita che designa gli animali sacri utilizzati come mezzo di trasporto dalle divinità) a detta del CEO di A^3 Rodin Lyasoff, sembra essere una sfida realizzabile dato che lo sviluppo delle batterie, dei motori e dell’avionica sono già in stadio avanzato.

Si tratterebbe di veicoli a decollo verticale (VTOL, Vertical take-off and landing) rivolti ai fornitori di servizi di trasporto che potrebbero metterli a disposizione dei passeggeri come gli attuali sistemi di car sharing. In un primo momento sarebbero dotati di pilota per farli entrare velocemente nel mercato, poi velocemente automatizzati appena risolti i problemi legislativi che attualmente non prevedono sistemi di guida autonoma nei cieli.

Airbus sta cercando di promuovere la regolamentazione dei sistemi di guida automatica implementando, a stretto contatto con le autorità dell’aviazione, un sistema di consegna di pacchi tramite drone nella città di Singapore, chiamato Skyways. Il successo di questo progetto aprirà le porte al trasporto di persone sui veicoli automatici.

La combinazione tra gli sviluppi di Vahana e Skyways, secondo i progetti di Airbus, porterà alla realizzazione di veicoli simili ad elicotteri, i CityAirbus, in grado di trasportare più passeggeri e sviluppati dalla Airbus Helicopters per essere utilizzati come mezzo di trasporto collettivo facilmente prenotabile tramite un’app per smartphone.

CityAirbus

Concept artistico di CityAirbus

Le sfide che la compagnia sta affrontando si riferiscono anche alla riduzione del costo per rendere il servizio disponibile per tutte le tasche, ma soprattutto per rispondere alle esigenze legate all’utilizzo nei cieli delle città. Si tratterebbe di veicoli silenziosi? Quale sarebbe il livello di sicurezza? Come potrebbero comunicare tra di loro questi veicoli? Quale la garanzia di non essere hackerati? Per soddisfare gli standard richiesti sono stati mobilitati tutti i settori del colosso aeronautico, forte comunque della propria esperienza sul campo.

La competizione però non manca, perché sempre sulla scia delle possibilità offerte dai sistemi di guida automatica, più semplici da gestire nel cielo che a terra, altre compagnie stanno testando soluzioni simili: risale a quasi un anno fa il primo volo con persona a bordo del prototipo di Volocopter, realizzato dalla tedesca e-volo, mentre anche la SpaceX di Elon Musk ha dimostrato il proprio interesse per dei jet a motore elettrico in grado di decollare ed atterrare verticalmente. Il fondatore di Google Larry Page ha investito milioni in due startup dedicate alle auto volanti e la cinese E-Hang ha disegnato un prototipo. Addirittura Uber si sta interessando ai veicoli VTOL mentre Amazon sta lavorando sui droni per le consegne.

I dirigenti di Airbus si aspettano che si tratti di un mercato in grado di crescere molto in fretta, non appena sarà possibile mostrarne l’efficacia nelle grandi metropoli per assicurare in tempi brevissimi i collegamenti dagli aeroporti al centro della città in maniera silenziosa, economica e non inquinante. La domanda attesa per Airbus è di oltre 100 volte la richiesta attuale di produzione per Airbus Helicopters e ignorare questi trend potrebbe comportare presto l’esclusione da un mercato promettente.

Sembra che il panorama futuro delle nostre città sia destinato a cambiare in fretta. Alzando gli occhi al cielo ci saranno veicoli volanti sempre più diffusi, un po’ come succede oggi con gli elicotteri nelle immense aree urbane come San Paolo, in Brasile, che già nel 2008 vantava 210 eliporti e 21 corridoi aerei (anche se si tratta di un mezzo usato dai più abbienti). Però nelle intenzioni di chi li sviluppa si tratterà di mezzi di trasporto relativamente silenziosi, non inquinanti e alla portata dei cittadini, che trasformeranno il nostro modo di vivere e di lavorare.

Il cielo costellato da decine di questi mezzi non sarà forse così piacevole da guardare, ma riducendo il numero di automobili a combustione nelle nostre strade sarà forse un po’ più azzurro. Resta il fascino di un futuro che è sempre più vicino e che contemporaneamente ci trasmette stupore ed inquietudine, ma che come tutte le trasformazioni porterà con se nuovi vantaggi e nuove opportunità.

Commenti

commenti

Potrebbero interessarti anche...

Rispondi