Il Project Loon in aiuto del Porto Rico

Project Loon Porto Rico

In Porto Rico Project Loon fornirà assistenza per le telecomunicazioni nel paese devastato.

“L’uragano Maria ha completamente cancellato il Porto Rico”. E’ quello che ha affermato Donald Trump a settembre, dopo aver discusso all’ONU della terribile situazione in cui versava l’arcipelago dopo il passaggio dell’uragano.

La rete elettrica dell’isola delle Grandi Antille, che in base ad un referendum popolare del 2012 potrebbe presto diventare il 51 stato membro degli Stati Uniti d’America, è stata completamente distrutta, lasciando 3 milioni e mezzo di abitanti privi di energia, di acqua e di possibilità di comunicare con amici e parenti.

E’ della settimana scorsa la notizia che Tesla si sia attivata inviando i suoi powerwall, grandi accumulatori agli ioni di litio collegabili a pannelli solari, che una schiera di addetti si sta occupando di installare dando precedenza ad ospedali e zone più densamente popolate. Elon Musk ha posticipato lo sviluppo dei propri camion elettrici, il cui lancio era previsto per il 26 ottobre, dando priorità agli aiuti in Porto Rico.

Ma ora anche un altro colosso sta dispiegando le proprie forze per aiutare il territorio. Google infatti ha ricevuto la licenza dall’FCC per lanciare i propri palloni del Project Loon sopra a Porto Rico e parte delle isole Vergini, fornendo copertura di emergenza per le reti LTE al governo locale e ai residenti fino al 4 aprile 2018.

Cronache dalla metadimensione era appena nato quando vi abbiamo parlato la prima volta di Project Loon, un sistema di palloni aerostatici  che, attraverso l’uso di antenne LTE  possono inviare dati ai telefoni cellulari utilizzando la rete mobile 4G, trasmettendo informazioni sia tra i palloni in volo che tra questi e le stazioni localizzate a terra.

X, il laboratorio per lo sviluppo di tecnologie che corrisponde all’ultima lettera di Alphabet, la controllante che Google inc. ha fondato per gestire tutti i suoi progetti, ha già utilizzato i suoi palloni aerostatici gonfiati ad elio in situazioni di emergenza. E’ successo in Perù in occasione dell’ultima alluvione, in marzo, che ha danneggiato la rete elettrica.

Project Loon è stato anche testato in una serie di simulazioni di emergenza in Francia, Brasile, Nuova Zelanda, Indonesia e Sri Lanka, ma la struttura con cui i palloni dovevano comunicare per lo scambio di segnali era già esistente.

Nel caso del Porto Rico le compagnie telefoniche potrebbero non essere in grado di allacciare il proprio segnale per i gravi danni alle infrastrutture, ma Google X farà di tutto per riuscire nell’intento e sta dispiegando tutte le risorse necessarie alla collaborazione: “Stiamo facendo solidi progressi su questo passo e vogliamo ringraziare tutti quelli che saranno in grado di darci una mano”.

In Perù la rete Project Loon era stata in grado di servire 160GB di dati, sufficienti per 30 milioni di messaggi WhatsApp o 2 milioni di email, nel periodo in cui i palloni sono stati dispiegati sopra al paese.

Ma la situazione in Porto Rico è ancora disperata: il 75% delle torri cellulari non sono riattivabili e il 90% dell’isola è ancora privo di energia. Si spera che i tecnici di Google X riescano presto a migliorare le condizioni per garantire i sistemi di comunicazione di base e fornire un po’ di sollievo agli abitanti delle isole.

 

 

 

 

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