Interfaccia cervello-macchina: Elon Musk fonda un’azienda per svilupparla

Elon Musk

Elon Musk fonda una nuova azienda dedicata all’interfaccia cervello-macchina

Elon Musk aveva promesso che questo mese ci sarebbero state novità in merito allo studio di un’interfaccia cervello-macchina e infatti è arrivato puntualmente l’annuncio: è stata fondata una nuova azienda, la Neuralink, che ha proprio come obiettivo lo sviluppo di dispositivi atti ad aumentare le capacità cognitive del nostro cervello.

Una delle preoccupazioni principali che più sta a cuore all’imprenditore di origine sudafricana è la sopravvivenza della specie umana. Infatti uno dei motivi dichiarati per cui sta sviluppando con SpaceX il progetto a lungo termine di portare un milione di persone su Marte entro il 2060 dovrebbe permetterci proprio di avere un pianeta di backup per evitare l’estinzione a causa dell’impatto con un grosso asteroide, evento ciclico che statisticamente potrebbe capitare a breve.

L’altro pericolo da cui vorrebbe preservare l’umanità è quello dell’avanzare delle Intelligenze Artificiali (IA), che una volta diventate autocoscienti potrebbero decidere di dominarci schiavizzandoci, o peggio, annientandoci.

Ecco quindi che l’obiettivo ultimo della neonata compagnia sarà quello di riuscire a creare un’interfaccia in grado, nella sua versione più avanzata, di aumentare le nostre capacità cognitive al punto di farci competere con le macchine stesse.

Forse all’inizio si tratterà solo di dispositivi in grado di aumentare le nostre capacità di memorizzazione, o permetteranno la comunicazione istantanea da un cervello all’altro, ma non è la prima volta che Musk cita dispositivi, come il “neural lace”, in grado di interfacciarsi con i nostri neuroni senza bisogno di interfacce di input/output lente come mouse, tastiere e trackball.

Inizialmente Neuralink non sarà concentrata sull’aumento delle capacità cognitive degli esseri umani sani ma focalizzerà lo studio su come le interfacce neurali possano alleviare i sintomi di pericolose malattie croniche, tra cui l’epilessia e diversi disturbi depressivi.

Il punto di partenza sarà basarsi su terapie già esistenti che sfruttano elettrodi piantati nel cervello del paziente per alleviare sintomi come quelli del Parkinson, per usare quanto è già di dominio scientifico e accedere più in fretta alla sperimentazione umana. 

Si tratta di primi passi, ma saranno di fondamentale importanza per raggiungere l’obiettivo più ambizioso di una vera interfaccia che ci permetta di aumentare le nostre capacità di memorizzazione e di interpretazione dei dati.

In fondo è un po’ il modo di fare impresa di Elon Musk quello di fondare aziende con grandi ambizioni, come le più famose Tesla e SpaceX e anche la nuova The Boring Company, che si prefigge di risolvere i problemi di trasporto urbano realizzando tunnel ad una velocità di scavo superiore a quella attuale. Tutte cominciano con prodotti a breve termine per gettare le fondamenta del percorso che le porterà ai risultati più ambiti, quale l’atterraggio su Marte o la produzione di veicoli elettrici a lunga percorrenza e a guida automatica.

L’ultima nata è solo uno dei tanti strumenti attraverso i quali l’imprenditore visionario cerca di aiutare l’umanità ad evolvere, sia che si tratti di gettare le basi di un impero coloniale nello spazio, di affrancarci dai combustibili fossili o, come in questo caso, prevenire eventuali minacce provenienti dallo sviluppo delle IA.

 

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