Il robot R5 della NASA andrà all’università! (più o meno)

Due università americane si sono aggiudicate l’R5, il robot umanoide sviluppato dalla NASA precedentemente noto come Valkyrie, per finalità di ricerca e sviluppo avanzati. LA NASA spera che il gruppo di ricercatori possa sviluppare avanzamenti in grado di favorire l’interazione tra umani e robot durante le future missioni spaziali. Assistenti meccanici avanzati potrebbero essere infatti essenziali nel viaggio verso Marte, purché naturalmente si punti a realizzare più un D-3BO (o C-3PO, per chi apprezza l’originale) che un HAL 9000.

I robot hanno sicuramente il potenziale per coadiuvare o addirittura sostituire gli astronauti costretti a lavorare in ambienti estremi per la vita, in genere abbastanza comuni nello spazio interplanetario. Il successo di robot come l’R5 potrebbe portare al loro utilizzo sia durante le missioni che come precursori, ovvero lavoratori in grado di preparare i siti di atterraggio sui pianeti da esplorare prima dell’arrivo dell’equipaggio umano.

Le due università che riceveranno i robot sono il Massachussets Institute of Technology (MIT) e la Northeastern University di Boston, ambedue nel Massachussets, USA. I team sono stati selezionati tra quelli già impegnati nella DRC, la Robotics Challenge (sfida dei robot) della DARPA (la Defense Advanced Research Projects Agency, già promotrice di importanti innovazioni come ARPANET, progenitore di internet).

Già nel 2016 i due R5 parteciperanno alla Space Robotics Challenge, una sfida questa volta dedicata proprio agli automi da utilizzarsi nello spazio. In tale contesto verranno chiamati ad affrontare alcuni scenari che potrebbero verificarsi nella realtà delle missioni spaziali.

“Alcuni avanzamenti nella robotica, inclusa l’interazione tra esseri umani e robot, sono critici per lo sviluppo delle capacità richieste per un viaggio verso Marte,” ha affermato Steve Jurczyk, dello Space Technology Mission Directorate della NASA, nella dichiarazione che accompagna l’assegnazione degli R5. “Siamo entusiasti di impiegare questi gruppi di ricerca universitari per aiutare la NASA in questo prossimo grande passo nello sviluppo della tecnologia robotica”.

La NASA spera che la ricerca avanzata e lo sviluppo condotti sugli R5 possa portare a robot umanoidi più affidabili e autonomi. L’attesa, viste le tempistiche imposte ai ricercatori, potrebbe non essere poi così lunga…

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