Scoperti per la prima volta pianeti esterni alla Via Lattea

Image by University of Oklahoma

Dei pianeti al di fuori della Via Lattea sono stati trovati per la prima volta nella storia. Si tratta di oggetti dalle dimensioni che variano da quella della Luna a quella di Giove e confermano l’ipotesi che la nostra galassia non sia la sola ad ospitare corpi di questo genere.

La scoperta è stata effettuata dagli astrofisici dell’University of Oklahoma (OU), che descrivono i risultati nell’Astrophysical Journal Letters.

 Xinyu Dai, professore nel dipartimento di Fisica e Astronomia dell OU College of Arts and Sciences, ha raccontato l’entusiasmo per questa scoperta: il loro gruppo è stato il primo a scoprire per la prima volta dei pianeti al di fuori della nostra galassia.

Dai ha dichiarato che la firma del segnale di quei pianeti è stata la migliore osservata nello studio effettuato grazie alla tecnica delle microlenti.

L’effetto delle microlenti gravitazionali è un fenomeno per cui il campo gravitazionale di un oggetto curva la luce di una stella quando ci passa davanti. Quando l’oggetto si interpone tra la Terra e la fonte di luce questo effetto crea immagini che possiamo osservare ed analizzare alla ricerca di uno specifico pattern o “firma” di riconoscimento.

Fino adesso tutti gli oggetti scoperti utilizzando questo metodo si trovavano entro il limite della Via Lattea. Il gruppo di lavoro ha utilizzato dati del Chandra X-ray Observatory per espandere la ricerca ai pianeti extragalattici.

La galassia di osservazione si trova a 3,8 miliardi di anni luce dalla Terra e nessun telescopio sarebbe in grado di osservare direttamente quei pianeti, nemmeno uno strumento fantascientifico. Ecco perché la tecnica delle microlenti gravitazionali è fantastica per ottenere informazioni sulla loro presenza e persino per il calcolo delle loro masse.

Per quanto sia del tutto credibile che esistano pianeti al di fuori della nostra galassia, averne una conferma diretta è un passo che apre nuove possibilità alla ricerca scientifica. Più informazioni si hanno sulla struttura dell’Universo, più è possibile capire come i processi naturali hanno condotto alla formazione del nostro Sistema Solare, come operano sulla Terra e come si possa essere sviluppata una forma di vita intelligente sul nostro pianeta.

Grazie a questa scoperta gli scienziati hanno un nuovo modo per guardare al di fuori della nostra galassia per cercare le risposte alle domande fondamentali dell’esistenza. Perché non è detto che la risposta, come i più appassionati lettori di fantascienza ben sanno, sia necessariamente “42“.

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