Elon Musk: ecco perché dobbiamo lasciare la Terra al più presto

Elon Musk

Se guardiamo alla storia del nostro pianeta possiamo osservare che in tempi antichi questo era bersagliato da numerosi impatti di meteoriti che lo tempestavano. Sicuramente questi impatti hanno avuto il loro effetto sulla morfologia attuale, ma nelle ultime ere la situazione è cambiata considerevolmente, al punto di permettere lo sviluppo della vita vegetale ed animale. La Terra riceve ancora dallo spazio migliaia di tonnellate di materiale, ma si tratta per lo più di frammenti microscopici e solo raramente un po’ più grandi. L’impatto con un grosso asteoride succede solo raramente (sempre nei termini della storia del nostro pianeta), anche se non è escluso che possa accedere ancora.

E’ noto che l’ipotesi più accreditata come causa per la scomparsa dei dinosauri 65 milioni di anni fa sia stato proprio l’impatto con un gigantesco meteorite, ma seppur in termini più contenuti, solo nel 2013 il meteorite di Chelyabinsk, in Russia, di circa 20 metri di diametro, è entrato nell’atmosfera ad una velocità di 60 volte superiore a quella del suono esplodendo in aria, con un’onda d’urto che ha ferito più di un migliaio di persone e danneggiato circa 20.000 edifici.

20 metri di diametro sono veramente pochi, cosa succederebbe se un asteroide più grande ci colpisse? Dipende dalle dimensioni effettive e dal punto di impatto, ma probabilmente non sopravviveremo. E non abbiamo ancora tecnologie in grado di distruggerlo o defletterlo qualora riuscissimo ad identificarlo prima. E’ un problema reale, perché se l’umanità ha intenzione di vivere ancora a lungo su questo pianeta prima o poi si troverà a dover fare i conti con questa minaccia. Certo, ci sono altri pericoli incombenti, come virus letali, esplosioni vulcaniche o altre catastrofi, tutte potenzialmente potrebbero portare all’estinzione della civilizzazione, o nella peggiore delle ipotesi, di ogni forma di vita sul nostro pianeta.

Ecco perché ha senso pensare ad una transizione multiplanetaria della nostra civilizzazione. Il blogger Tim Urban ha di recente rappresentato con una metafora il motivo per cui dovremmo avventurarci ad esplorare il cosmo.

Immaginiamo la Terra come un hard disk. E su questo hard disk abbiamo salvato ogni canzone, ogni libro. Ogni parola che sia mai stata detta ed ogni memoria. E non solo, questo hard disk contiene ogni singola specie, tutte le informazioni sulla vita. E… Questo disco fisso si è rotto in passato, e abbiamo perso quasi tutto. Ha preso un virus e abbiamo perso quasi due terzi della popolazione. Ha preso una botta e sono stati persi ancora una gran quantità di dati.

Pagine vuote. File corrotti.

Ecco che, come nei nostri computer, ha senso fare un backup. E come l’ha proposta Urban: “Se mai hai avuto un hard disk con dentro un foglio Excel importantissimo e sai che quel disco tendenzialmente si rompe ogni mese o due e l’ultima volta è successo 5 settimane fa, quale sarebbe la cosa più ovvia? Quella di copiare il documento su un secondo disco!”

Ecco perché dovremmo lasciare la Terra, ci serve un piano di sicurezza per le emergenze. Si tratta di una delle principali ragioni per cui Elon Musk sta pianificando di colonizzare Marte. Si tratta di un modo per consentire all’umanità di continuare a sopravvivere (ammesso e non concesso che valga la pena salvare questo documento). E questo è anche il motivo per cui non vuole andarci con solo un piccolo gruppo di scienziati. Vuole portarci una porzione significante di dati del nostro disco fisso. Musk vuole spedire un milione di persone su Marte.

Alla Wall Street Journal’s D: All Things Digital Conference Musk del 2013 ha spiegato il suo punto di vista dicendo: “O ci diffondiamo su altri mondi, o rischieremo di estinguerci. Un evento di estinzione è inevitabile e noi stessi stiamo aumentando le probabilità che questo avvenga. L’obiettivo è quello di migliorare la tecnologia dei razzi e quella spaziale fino a quando potremo mandare la gente su Marte a stabilire la vita”. Certo, non si tratta di un obiettivo semplice, Marte è un deserto di sabbia e polvere. “Marte è un pianeta che deve essere ristrutturato” ha detto Musk “ma possiamo farlo funzionare. E onestamente, se non riusciremo a farlo funzionare, sembra che non avremo altra alternativa che almeno provarci. Si tratta di un esito improbabile, ma se non miglioriamo la tecnologia di anno in anno non raggiungeremo l’obiettivo”.

Musk ha pianificato di presentare i progetti di una nave spaziale in grado di trasportare fino a 100 persone alla volta su Marte per il 27 settembre di quest’anno al 67th International Astronautical Congress. I primi voli dovrebbero essere previsti per il 2022 e il primo trasporto di esseri umani per il 2024.

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