Mayak: la stella più splendente del cielo

Il satellite Mayak

Rappresentazione pittorica del satellite Mayak una volta dispiegato in orbita. Credit: Alexander Shaenko/Boomstarter

Non si tratta di una stella, ma se n’era già parlato qualche mese fa: un progetto russo prevedeva l’invio in orbita di un satellite che sarebbe diventato “più luminoso di qualsiasi stella” nel cielo notturno. E ora ci stanno riprovando, lanciando una nuova campagna di raccolta fondi su Kickstarter con la previsione di effettuare il lancio addirittura il prossimo Agosto.

Il satellite, chiamato Mayak (in russo “Faro”), non è più grande di una piccola scatola, ma ripiegato al suo interno contiene un foglio di Mylar che verrebbe dispiegato una volta raggiunta l’orbita, a 600 km di altezza, assumendo una forma piramidale sostenuta da delle aste che si allungherebbero fino a 270 centimetri. La superficie complessiva raggiunta ammonterebbe a circa 6 metri quadrati.

Un oggetto di questo tipo, riflettendo la luce del sole, sarebbe effettivamente ben visibile ad occhio nudo. A quell’altezza, non essendo dotato di un propulsore e per effetto dell’attrito degli strati alti dell’atmosfera, sarebbe destinato a rientrare nella stessa entro circa un mese, per effetto della degradazione orbitale.
L’obiettivo dell’esperimento, promosso dagli scienziati della Moscow State Mechanical Engineering University, è proprio quello di dimostrare come si possa sfruttare questa tecnologia su scale più grandi proprio come metodo di aerobraking per i futuri satelliti, in modo da rimuoverli dall’orbita alla fine della loro durata utile evitando di lasciare pericolosi detriti nello spazio.

Una volta dispiegato, Mayak raggiungerebbe una magnitudine di -2, cosa che lo renderebbe più luminoso della stella più brillante del cielo, Sirio, anche se secondo gli ideatori, a seconda delle condizioni del materiale e di altri fattori, la sua luminosità potrebbe superare quella di Venere (-4,89).

L’orbita prevista per il satellite sarebbe di tipo polare, cioè passerebbe sopra ad entrambi i poli del nostro pianeta e questo lo renderebbe visibile ad ogni passaggio sopra le nostre taste in maniera non dissimile dai satelliti Iridium, i cui flare sono sicuramente ben noti ai nostri più appassionati lettori che possono individuarli tramite le apposite app per smartphone.

Quando per la prima volta si è parlato di questo progetto non era mancato qualcuno della comunità astronomica che si fosse lamentato del fatto che una tale luminosità avrebbe disturbato ulteriormente l’osservazione del cielo già resa difficile dall’inquinamento luminoso, ma proprio come detto prima, anche la posizione di questo oggetto potrebbe essere monitorata permettendo di conoscerne il punto di passaggio, proprio come per gli altri satelliti artificiali, in modo da pianificare le osservazioni senza disturbi.

​Il team spera di riuscire a raggiungere la cifra di 9 milioni di rubli (circa 114.000 €) grazie all’ultimo tentativo di funding su Kickstarter, sperando di riuscire a sfruttare lo spazio messo a disposizione dall’agenzia russa Roscosmos nel vettore dedicato al lancio del satellite Kanopus-V-IK, nell’agosto del 2016. Eventualmente si potrebbe aprire una nuova finestra in dicembre.

Se l’esperimento avrà successo si apriranno le porte, in futuro, per utilizzare una simile tecnologia per mantenere più pulita l’orbita dai detriti spaziali, non prima, sempre secondo il team di sviluppo, di aver realizzato un nuovo satellite di test, ancora più grande dell’attuale, per testare al meglio la tecnologia.

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Una risposta

  1. 5 luglio 2017

    […] Vi ricordate di Mayak, il satellite russo per il quale l’anno scorso si stava facendo una raccolta in crowdfunding e che sarebbe dovuto diventare l’oggetto più luminoso del cielo? Ne abbiamo parlato in questo articolo. […]

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