Elon Musk: Marte a tutti i costi

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Il sogno di Elon Musk

Orbita di Marte, anno 2060, più o meno. Un migliaio di astronavi terrestri in grado di trasportare circa 100 coloni ciascuna comincia la manovra di inserimento orbitale per cominciare la conquista del pianeta.

E’ questo il sogno di Elon Musk. Una visione che di recente il rivoluzionario imprenditore ha messo nero su bianco in un articolo di libera diffusione apparso nel giornale New Space, dove racconta come vuole portare gli uomini su Marte e che cosa far loro fare durante il lunghissimo viaggio.

Solo lo scorso settembre Musk aveva annunciato i propri piani per la colonizzazione del Pianeta Rosso che agli occhi di tutti suonavano come fantascienza e anche stavolta, nello specificare meglio alcuni dettagli, certe affermazioni risultano un po’ forzate.

“La storia si sta biforcando in due direzioni” sono le sue parole: “Una sarà quella in cui resteremo per sempre sulla Terra e potremmo essere soggetti ad un evento di estinzione di massa. L’altra è quella in cui diventeremo una civiltà spaziale e multiplanetaria e spero che siate d’accordo con me che è quella più auspicabile”.

Per realizzare questa visione l’idea è quella di realizzare l’Interplanetary Transport System (ITS), composto da un vettore riutilizzabile ed una specie di gigantesco Shuttle con il quale trasportare la gente su Marte in una serie di viaggi. E come già ipotizzato a settembre l’obiettivo è quello di portare a vivere sul Pianeta Rosso un milione di persone di qui ad un secolo.

L’ipotesi sembra improbabile, ma non impossibile, con Space X che vorrebbe inviare le prime missioni automatizzate sul pianeta entro il 2020, seguite dalle prime missioni con astronauti a bordo, ma l’ostacolo più grosso, come sempre nella diffusione della tecnologia, sono i costi: “Non è possibile creare una civiltà in grado di autosostenersi se il costo del biglietto è di 10 miliardi di dollari a testa, ma se riusciremo a ridurre il costo del trasloco su Marte più o meno a quello medio per l’acquisto di una casa negli Stati Uniti, cioè circa 200 mila dollari, allora credo che le possibilità di stabilire una civiltà autosostenibile saranno molto alte. Quasi sicuramente succederà” continua Musk.

Sono molti gli step per rendere possibile questo sogno. Bisogna rendere i vettori riutilizzabili, come sta facendo Space X con i razzi Falcon 9. Bisogna riuscire a produrre propellente su Marte, magari trasformando l’anidride carbonica in metano e ossigeno. Ma la sfida più grande è controversa è quella di creare un veicolo che sia riutilizzabile 1000 volte con 100 persone a bordo,  e non ne basterebbe solo uno ma “dovremmo puntare ad avere mille o più astronavi in attesa nella nostra orbita pronte a partire tutte insieme per la colonizzazione”.

La navetta dovrebbe essere enorme, per portare non solo tutte quelle persone ma anche la stragrande quantità di materiale necessario al loro sostentamento, durante il viaggio e al loro arrivo. E il trasporto di un milione di persone, assumendo di poter effettuare una partenza ogni due anni quando Marte e la Terra sono più vicini, nel momento cioè in cui servirebbero solo 80 giorni di viaggio, richiederebbe 10 mila viaggi comportando dai 40 ai 100 anni per l’insediamento della civiltà sul pianeta.

Le specifiche del razzo vettore sono impressionanti. Dovrebbe essere prodotto in fibra di carbonio per risparmiare sul peso senza sacrificare la robustezza e dovrebbe essere in grado di trasportare 500 tonnellate nel caso non venga recuperato o 270 tonnellate nel caso venga riutilizzato. Il Saturn V, il più grande razzo mai lanciato e utilizzato per inviare gli astronauti sulla Luna, poteva trasportare solo 140 tonnellate.

Il documento pubblicato è pieno di dettagli, in cui si parla anche di come intrattenere i passeggeri a bordo, mettendo a loro disposizione dei giochi a gravità zero dove si può galleggiare liberamente e devono essere disponibili cinema, sale lettura, cabine e un ristorante perché tutto sia il più divertente possibile.

Musk stesso ammette che le idee non sono chiarissime, ma a breve termine l’obiettivo è quello di completare un’astronave di sviluppo nell’arco di quattro anni mentre, se tutto va “super-bene”, si potrebbe cominciare con le prime missioni di colonizzazione entro dieci anni.

“Ci sono delle buone probabilità di non riuscire a farcela, ma faremo del nostro meglio per riuscirci” afferma Musk, con l’intenzione di non fermarsi a Marte ma di proseguire nello sviluppo di piani per colonizzare la luna di Giove Europa o i satelliti di Saturno Titano ed Encelado, fino a superare Plutone e “viaggiare fino alla cintura di Kuiper e alla nube di Oort” scrive. “Non lo raccomanderei per viaggi interstellari ma questo sistema di base, ammesso di avere a disposizione stazioni di rifornimento lungo il percorso, potrebbe permettere l’accesso all’intero Sistema Solare”.

Non c’è che dire, i piani sono fantascientifici, ma l’ambizione e la tenacia nel realizzare passo passo il suo obiettivo sappiamo che non gli mancano. L’umanità ha la possibilità di diventare una civiltà spaziale e sarebbe un peccato non sfruttarla, anche solo considerando le ricadute tecnologiche che ogni più piccola sfida del progetto metterà a disposizione una volta superata, non solo nella costruzione di navicelle spaziali ma anche in quella di moduli abitativi in grado di formare una vera e propria città in un ambiente ostile, dove possa essere possibile autosostenersi con l’allevamento e la coltivazione.

Non resta che attendere, sapendo che qualcuno sta lavorando alacremente per rendere la fantascienza realtà e per stupirci ogni giorno con innovazioni che solo la nostra immaginazione può contemplare. E forse avremo la fortuna di vivere abbastanza a lungo per vedere, un giorno, un’intera flotta di astronavi piena di pionieri pronti a colonizzare un nuovo pianeta, come nei sogni di Elon Musk.

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