I buchi neri non sono poi così neri

Paradosso dell’informazione del buco nero: gli scienziati hanno discusso per almeno 40 anni su che cosa accada all’informazione fisica relativa ad un oggetto quando questo viene inghiottito da un buco nero. E’ risaputo che nulla, nemmeno la luce, è in grado di sfuggire all’intensa attrazione gravitazionale esercitata da questi oggetti supemassivi. Tuttavia la meccanica quantistica afferma che nulla può essere distrutto, mentre la realtività generale dice che deve esserlo. Da qui il paradosso dell’informazione.

Nel 1974 Stephen Hawking ipotizzò che i buchi neri possano essere in grado di emettere dei “fotoni privi di informazione” attraverso delle fluttuazioni quantiche, piccole perturbazioni nello spazio-tempo, chiamati Radiazione di Hawking, ma nel 2004 una sua nuova teoria stabiliva che un’informazione potrebbe effettivamente sfuggire ad un buco nero, senza però essere in grado di spiegare come. Ora Hawking afferma di avere una risposta.

“Ipotizziamo che l’informazione sia salvata non all’interno del buco nero come ci si aspetterebbe, ma al suo confine, l’orizzonte degli eventi” ha detto ieri al KTH Royal Institute of Technology di Stoccolma, in Svezia. Nello specifico ha affermato che avvenga una “super traslazione” che è sostanzialmente un ologramma dell’informazione. Significa che questa può sopravvivere e sfuggire dall’orizzonte degli eventi di un buco nero, da cui si è sempre detto che nulla sia in grado di scappare.

La chiave di questa teoria è la radiazione di Hawking, che Hawking stesso afferma essere in grado di prelevare l’informazione e spostarla oltre l’orizzonte degli eventi. Tuttavia questa informazione sarebbe essenzialmente inutile. “L’informazione delle particelle entranti viene restituita, ma in un formato totalmente caotico e inutile” ha detto Hawking “Questo risolve il paradosso dell’informazione. Per tutti i fini pratici l’informazione viene perduta”.

Hawking ha lavorato a questa idea con il fisico teorico Malcolm Perry dell’University of Cambridge e con Andrew Strominger dell’Harward University. Insieme ad un gruppo di fisici teorici questa settimana stanno discutendo la ricerca a Stoccolma, prima di presentare le loro conclusioni sabato prossimo.

“Il succo di questa conferenza è che i buchi neri non sono così neri come li si è dipinti” ha detto lo scienziato “Non sono le prigioni eterne che abbiamo sempre immaginato. Gli oggetti possono uscire da un buco nero e possibilmente apparire in un altro universo. L’esistenza di teorie alternative sui buchi neri suggerisce che potrebbe essere possibile. Un buco rotante abbastanza grande potrebbe permettere il passaggio verso un altro universo, ma non si potrebbe tornare indietro nel nostro, pertanto, pur essendo appassionato di volo spaziale, non ho intenzione di provarci”.

La conferenza ha reso la giornata indimenticabile al KTH. Hawking è arrivato al campus alle 11.20 ed è stato scortato dal presidente del KTH Peter Gudmundson, mentre il fisico premio Nobel Gerard’t Hooft presentava dal podio.

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