La marina militare americana vorrebbe prepararsi alla guerra spaziale

Guerra spaziale

Gli U.S.A. ritengono necessario predisporre delle difese per i propri asset nello spazio

Sembra che lo stereotipo dell’alto papavero militare cowboy e accecato dalla propria visione di conquistatore che si vede in alcuni film americani a volte non sia poi così lontano dal vero. Un alto ufficiale statunitense ha infatti dichiarato che per gli Stati Uniti sarebbe importante prepararsi alla guerra spaziale.

A noi sicuramente vengono in mente episodi del cinema di fantascienza, ma un viceammiraglio della marina militare americana ha davvero affermato, in una conferenza del Center for Strategic and International Studies (CSIS), che gli Stati Uniti dovrebbero adottare una strategia di “preparazione senza provocazione” per rendere più sicuro lo spazio attorno a noi e per proteggere le attività che gli Stati Uniti stessi effettueranno al di fuori del nostro pianeta.

Secondo le parole del viceammiraglio Richard, che è anche vice comandante dello U.S. Strategic Command (USSTRATCOM), “Proprio come le attività nucleari fungono da deterrente per scoraggiare eventuali avversari convincendoli che un attacco non porterebbe loro nessun beneficio, dovremmo detenere una posizione nello spazio che trasmetta lo stesso messaggio strategico”.

Sembrano parole pronunciate davvero da qualche personaggio di un film ma il viceammiraglio è molto serio sull’argomento: “Il miglior modo per prevenire la guerra è quello di essere preparati alla guerra e noi assicureremo che chiunque sia messo al corrente che saremo preparati a combattere e vincere le guerre in qualsiasi settore, incluso lo spazio”, ha affermato.

Il viceammiraglio Richard ha continuato dicendo che lo spazio non è più l’ambiente benigno che abbiamo sempre immaginato e che oltre alle capacità tecnologiche che ci permettono di estendere le nostre attività anche su mondi diversi dal nostro, organizzare delle difese in quei luoghi diventa ancor più necessario.

“Il nostro obiettivo ultimo è di promuovere un accesso sicuro allo spazio per le generazioni che verranno” ha concluso “mentre noi consideriamo lo spazio semplicemente come un altro ambiente – come la terra, l’aria, l’acqua e il cyberspazio – si tratta ancora di qualcosa di speciale a cui la gente guarda sognando. Ed è compito della USSTRATCOM mantenerlo tale”.

Le preoccupazioni del viceammiraglio Richard sembrano solo un pretesto per riprendere la corsa agli armamenti proprio quando invece la Conferenza delle Nazioni Unite ha deciso di adottare una risoluzione (la A/RES/71/258) per proibire ed eliminare le armi nucleari. 

Sembra quantomeno prematuro pensare a sistemi di armamento per proteggere asset che ancora non esistono e che richiederanno diversi anni prima di entrare in attività, senza contare che attacchi alle installazioni USA nello spazio sarebbero atti così evidenti e ostili che non potrebbero che essere condannati dalla comunità internazionale. Le parole del viceammiraglio sembrano solo un tentativo di mostrare i muscoli senza sapere bene di che cosa si sta parlando. Speriamo non siano i prodromi, come temiamo, della strategia di politica estera adottata dalla nuova amministrazione, che non porterà di certo ad un clima di distensione sulla Terra e, a questo punto, anche nello spazio.

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