Gli scienziati scoprono un’altra Terra!

Kepler 186f
Rappresentazione artistica di Kepler 186f

Kepler, il Telescopio Spaziale della NASA, ha recentemente scoperto un pianeta simile alla Terra che orbita attorno ad una stella vicina, all’interno della “zona abitabile” della nostra galassia.

Kepler-186f, questo il nome che è stato dato al pianeta, dista all’incirca 500 anni luce dalla Terra e si trova nella costellazione del Cigno.

La “zona abitabile”, conosciuta anche come “Goldilocks Zone”, è la regione intorno ad una stella all’interno della quale corpi di massa planetaria con sufficiente pressione atmosferica riescono a mantenere acqua liquida in superficie: requisito, questo, essenziale per la nascita della vita.

Sebbene sia stato stimato che nella nostra Via Lattea orbitino almeno 40 miliardi di pianeti di dimensioni simili a quelle della Terra, la sensazionalità di questa scoperta sta nel fatto che, per la prima volta, si è riusciti ad individuare un pianeta grande all’incirca quanto la Terra al di fuori del nostro Sistema Solare, nella zona abitabile di un’altra stella.

Kepler-186f non è l’unico pianeta ad orbitare intorno a questa stella, denominata Kepler-186: ne sono stati scoperti altri quattro all’interno di questo Sistema planetario che però, a differenza di Kepler-186f, sono troppo vicini alla loro stella madre, e quindi troppo caldi, per poter avere dell’acqua liquida in superficie.

Se la stella Kepler-186 è simile al nostro Sole, allora la probabilità che ci sia vita sul pianeta Kepler-186f cresce in maniera esponenziale.

“Noi conosciamo un solo pianeta che ospita la vita – la Terra. Quando cerchiamo la vita al di fuori del nostro Sistema Solare, la nostra attenzione è tutta rivolta ad individuare pianeti con caratteristiche che simulino quelle della Terra” ha dichiarato Elisa Quintana, ricercatrice al SETI Institute e all’Ames Research Center della NASA, in Moffett Field, California. “Trovare un pianeta di dimensioni paragonabili a quelle della Terra e che, per giunta, si trova all’interno della zona abitabile, rappresenta un notevole passo in avanti”.

La stella Kepler-186 è una nana rossa con la metà della massa e delle dimensioni del nostro Sole e rilascia soltanto un terzo dell’energia che la Terra riceve dal Sole.

Kepler-186f orbita attorno alla sua stella madre una volta ogni 130 giorni.

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2 Risposte

  1. Antonio Berruti ha detto:

    Quali altri requisiti deve avere un pianeta,oltre alla presenza di atmosfera e di acqua,perché cresca la probabilita di trovare la vita?

    • Metadimensione ha detto:

      I requisiti sono molti, tanto che sembra quasi un miracolo se possiamo esistere.
      Tra questi la presenza di un campo magnetico per schermare dalle radiazioni legato al nucleo ferroso, almeno un gigante gassoso nel sistema planetario in grado di attirare su di se eventuali asteroidi e comete lasciando meno perturbato il sistema, la giusta distanza dalla stella “la famosa goldilocks zone (https://it.wikipedia.org/wiki/Zona_abitabile)” che permetta all’acqua di non essere perennemente ghiacciata o perennemente gassosa. Se poi vogliamo che la vita possa svilupparsi in forme complesse bisogna che il pianeta diventi ancora più abitabile, magari disponendo della giusta inclinazione rispetto all’asse orbitale per permettere l’alternanza delle stagioni, un grosso satellite come la Luna in grado di scatenare le forze di marea, la giusta quantità di ossigeno prodotto dagli organismi primordiali che porti alla formazione dello strato di ozono, la giusta attività magmatica che produca eruzioni vulcaniche e movimenti tettonici non troppo forti ma tali da scatenare orogenesi e formazione di particolari tipi di rocce, ecc. Una piccola variazione di questi fattori può portare alla formazione di organismi molto diversi, nati per adattarsi all’ambiente dove esistono, una variazione leggermente più grande può voler dire che a vita non si può proprio formare. Prendi Venere, un’atmosfera troppo spessa causa temperature infernali. Marte, privo di un campo magnetico, ha perso buona parte della sua atmosfera. Però i pianeti nell’universo devono essere talmente tanti che statisticamente anche la giusta combinazione di tutti i fattori può verificarsi milioni di volte. Peccato che la distanza nello spazio e la giusta collocazione nella nostra stessa infima finestra temporale rendano la coincidenza di poterne trovare uno non lontano da noi improbabile.

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