Detriti spaziali: un doppio impatto in Myanmar

Un grosso detrito spaziale è precipitato in un’area adibita a miniera in Myanmar lo scorso sabato. Contemporaneamente un pezzo più piccolo, con scritte cinesi, ha distrutto il tetto di una casa nei pressi di un villaggio, fortunatamente senza feriti.

Il pezzo più grande presenta una forma a barile ed è lungo circa 4 metri e mezzo con un diametro superiore al metro. “Si ritiene che i pezzi di metallo siano parte di un satellite, o delle componenti del motore di un aeroplano o un missile” ha annunciato un media locale. Il governo cinese non ha né negato né confermato se entrambi i pezzi appartengano allo stesso oggetto.

Anche se non ci sono ancora conferme, è risaputo che la navicella cinese Tiangong-1 sia rientrata nell’atmosfera terrestre il mese scorso: è possibile che questo detrito le appartenga.

Questo incidente riporta l’attenzione al sempre più crescente problema della spazzatura spaziale che circonda il nostra pianeta. La NASA stima che ci siano più di 500.000 detriti attualmente in orbita attorno alla Terra a velocità superiori ai 28.000 km/h.

Ko Muang Myo/Myanmartimes

Ko Muang Myo/Myanmartimes

L’accumulo di spazzatura orbitale è un prodotto dei progetti dell’esplorazione spaziale umana. La maggior parte di questi detriti deriva da vecchi satelliti non più utilizzati o componenti eliminati degli shuttle. Data la loro alta velocità rappresentano un pericolo per la stazione spaziale internazionale e gli altri satelliti, nonché per tutti gli altri veicoli spaziali con equipaggio.

I componenti più grandi possono anche cadere sulla Terra come accaduto in Myanmar, senza essere consumati dall’attrito atmosferico.

Ci sono alcuni progetti in corso di valutazione per ovviare al problema rappresentato da questi detriti, come l’utilizzo di laser, robot e nuvole di polvere. Un gruppo svizzero ha proposto anche il lancio di un satellite dotato di una speciale rete per raccoglierli. L’ideale sarebbe che ogni nazione che ha contribuito alla messa in orbita di spazzatura spaziale contribuisse ad allocare risorse per ripulire lo spazio.

Del resto come potremo pensare di poter mandare gli uomini su Marte o inaugurare una nuova era di turismo spaziale se non possiamo garantire ai veicoli spaziali la sicurezza di poter viaggiare indisturbati oltre la nostra atmosfera?

Di seguito un impressionante video, non in scala, che rappresenta l’evoluzione dei detriti orbitali dall’alba dell’era spaziale ad oggi.

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