Un campo magnetico artificiale per Marte

Terraformazione di Marte

Il pianeta Marte in seguito ad un ipotetico processo di terraformazione

Il campo magnetico è una delle peculiarità del nostro pianeta che rende possibile la vita.

Si potrebbe immaginare che al centro della Terra si trovi una barra magnetica, dotata di due poli e inclinata, rispetto all’asse terrestre, di circa 11,5° (motivo per cui il Polo Nord magnetico non corrisponde con il Polo Nord geografico): il suo effetto lo possiamo sperimentare semplicemente utilizzando una bussola e in natura viene sfruttato dagli animali migratori che riescono a percorrere migliaia di chilometri senza perdersi.

La sua caratteristica più importante però è quella di fungere da scudo ai raggi cosmici e alle radiazioni solari, che altrimenti sarebbero letali e danneggerebbero irrimediabilmente il DNA degli esseri viventi. L’effetto è evidente nella regione artica ed antartica quando si manifestano le aurore polari, generate dall’impatto di particelle cariche provenienti dal Sole in periodi di forte attività dello stesso.

L’origine del campo magnetico terrestre non è ancora del tutto chiara, anche se l’ipotesi più accreditata è quella che la riconduce come modello ad una dinamo ad autoeccitazione

Non tutti i pianeti del Sistema Solare sono dotati di campo magnetico. Marte in particolare non ne dispone, pur essendone stato provvisto in passato. Questo rende le condizioni ambientali molto difficili per le future missioni sul pianeta rosso ed obbligherà i futuri astronauti a proteggersi con tute schermate e a vivere all’interno di habitat pressurizzati come ben documentato nel recente film Sopravvissuto – The Martian, di cui abbiamo pubblicato una recensione.

Rendere Marte abitabile?

Marte è al centro di diverse ambizioni, dai piani di Elon Musk a quelli della NASA, alle collaborazioni tra ESA e Russia perché, sempre come affermato da Musk, l’umanità ha bisogno di un pianeta di backup per poter far fronte ad eventuali catastrofi globali. Ma come poter garantire un ambiente idoneo ad un lungo soggiorno sul fratello della Terra?

La parola chiave si chiama terraformazione. E’ un’idea su cui hanno speculato per anni scienziati e scrittori di fantascienza, con l’intento di rendere il pianeta più abitabile, permettendo la riformazione della perduta atmosfera tramite ad esempio la creazione di gusci di contenimento o la semina di specie vegetali come le alghe o i licheni in grado di resistere alle attuali condizioni climatiche per produrre ossigeno.

Ovviamente si tratta di procedimenti dai costi elevatissimi e di enormi difficoltà realizzative che forse solo tra molti anni saranno tecnicamente realizzabili.

Un campo magnetico artificiale

Nell’ambito di questi studi gli scienziati della NASA hanno proposto una strategia per riattivare il campo magnetico del pianeta, convinti che una volta ristabilito questo possa permettere il mantenimento dell’atmosfera e proteggere nuovamente dalle radiazioni esterne. 

Il team di ricerca, diretto dal Dr. Jim Green,  della Planetary Science Division, ha ipotizzato la costruzione di una struttura gonfiabile in grado di generare un dipolo magnetico a livello planetario della potenza di 1 o 2 Tesla, sufficienti a proteggere la superficie dal vento solare. Il dispositivo dovrebbe essere posto nel punto di Lagrange L1, cioè il punto tra il Sole e Marte in cui gli effetti della forza di gravità dei due corpi celesti si annullano. Da lì fornirebbe una sorta di riparo al pianeta che resterebbe nella sua coda magnetica, una sorta di ombrello planetario.

Magentosfera per Marte

Un dispositivo posto nel punto di Lagrange L1 Sole – Marte fornisce protezione magnetica al pianeta

Gli effetti sul pianeta

L’idea è supportata dalla simulazione effettuata tramite il Community Coordinated Modeling Center (CCMC), e sembra garantire che l’effetto di un campo magnetico artificiale possa permettere la stabilizzazione di un’atmosfera destinata nel tempo ad inspessirsi e rendendo Marte a tutti gli effetti abitabile per le forme di vita terrestri.

Gli effetti a lungo termine sul pianeta consisterebbero in un aumento progressivo della pressione atmosferica e il concomitante aumento della temperatura. Una temperatura di 4° C superiore a quella attuale permetterebbe lo scioglimento del ghiaccio di anidride carbonica che ricopre il polo nord del pianeta, liberandola nell’atmosfera e aumentando l’effetto serra, che potrebbe quindi far sciogliere l’acqua intrappolata sempre al polo nord e che si ipotizza potesse costituire 1/7 dell’antico oceano che ricopriva il corpo celeste in tempi passati.

Stadi di terraformazione di Marte

Il processo di terraformazione del pianeta Marte

Le simulazioni stanno proseguendo, testando gli effetti di aumenti progressivi della pressione atmosferica. I risultati ci potranno dire quanto tempo ci vorrà perché Marte diventi un giorno un pianeta abitabile dove poter far vivere parte dell’umanità, una volta che la tecnologia ci permetterà la costruzione di sistemi così potenti. Lo studio di questi dispositivi magnetici, in termini di dimensioni più contenute, potrà forse essere applicato anche ai veicoli spaziali, garantendo l’incolumità degli esploratori del domani.

Commenti

commenti

Potrebbero interessarti anche...

Rispondi