Uccidere gli animali per mangiare? Non sarà più necessario.

Carne artificiale

La carne artificiale come cibo del futuro. Credits: Memphis Meats

Memphis Meat è una startup statunitense dedicata alla produzione di cibo sostenibile (leggasi carne artificiale) nella quale di recente hanno investito personaggi del calibro del patron della Virgin Richard Branson, Bill Gates, la famiglia Cargill (proprietaria dell’omonima multinazionale del settore alimentare) e Kimball Musk (fatello del più noto Elon Musk).

Pur con obiettivi diversi, questi investitori fanno parte di una schiera di pensatori che sono d’accordo sul fatto che la dieta basata sulla carne animale sia poco salutare e non sostenibile per il pianeta.

“Un giorno i nostri discendenti si guarderanno indietro e penseranno a quanto arcaici erano i loro nonni che ammazzavano gli animali per mangiare.”

Secondo loro è il momento di investire in compagnie che usano la tecnologia per soddisfare le esigenze culinarie dell’uomo senza uccidere gli animali, salvando allo stesso tempo l’ambiente, come ha commentato lo stesso Richard Brenson parlando del futuro del cibo: “Credo che tra 30 anni o giù di lì non avremo più bisogno di uccidere gli animali e che la carne artificiale o basata sulle piante, avrà lo stesso gusto dell’originale e sarà pure più salutare per tutti. Un giorno i nostri discendenti si guarderanno indietro e penseranno a quanto arcaici erano i loro nonni che ammazzavano gli animali per mangiare”.

Branson, che ha smesso di mangiare carne nel 2014, sembra deciso nel continuare gli investimenti in linea con il proprio credo e le proprie previsioni del futuro, lottando contro la deforestazione causata dal business alimentare che contribuisce ai cambiamenti climatici.

Gli investimenti, che si sono attestati sui 22 milioni di dollari, porteranno la Memphis Meats ad affiancare tre compagnie israeliane del cibo sostenibile, Meat the Future, Future Meat Technologies e SuperMeat per rifornire di cibo la Cina in un accordo di 300 milioni di dollari.

 

Una situazione insostenibile

Secondo la FAO l’allevamento di bestiame è responsabile del consumo del 26% della superficie non ghiacciata del nostro pianeta e ogni anno 13 miliardi di ettari di foresta vengono distrutti per essere destinati al pascolo o alla produzione di mangime.

Le stime del WorldWatch Institute attestano che il 51% dei gas serra sono generati dall’agricoltura animale e che queste emissioni potrebbero essere eliminate optando per la produzione di carne artificiale in laboratorio invece di uccidere gli animali.

 

Carne artificiale

Il pensiero di mangiare carne artificiale può far storcere il naso ai consumatori, che per mala informazione ritengono possa contenere composti chimici non salutari o non essere all’altezza della carne originale come gusto. La verità è che la carne cresciuta in laboratorio sarebbe molto più salutare, essendo sprovvista di antibiotici, batteri dannosi e ormoni promotori della crescita.

Nel 2015 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), ramo della World Health Organization (WHO), ha classificato le carni rosse come “probabilmente cancerogene per gli umani” e le carni lavorate come “cancerogene per gli umani”. I ricercatori non sono sicuri di quale componente della carne sia effettivamente cancerogena, ma il sospetto ricade sul “ferro eme” (vedi approfondimento qui a lato), che nella carne artificiale potrebbe venire tranquillamente rimosso, così come i grassi saturi, responsabili del colesterolo, anch’essi responsabili della cattiva reputazione della carne.

Non è il caso di fare gli schizzinosi, la carne artificiale e destinata a diventare un alimento buono e salutare e del quale non sarà più possibile fare a meno, quanto meno perché la carne animale non è più sostenibile. Ci vorrà del tempo, le abitudini cambieranno, ma il nostro pianeta ci chiede di adattarci il più in fretta possibile per salvarlo e per salvarci tutti.

 

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