Ethereum, la criptovaluta del momento

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Il logo di Ethereum

Ethereum ha ottenuto quotazioni strepitose nella prima parte del 2017, diventando di gran lunga la criptovaluta più ambita per gli investitori.

Ma cosa sono le criptovalute? Si tratta di un mezzo di scambio assimilabile alle classiche monete ma che si differenzia per esistere solo nel mondo digitale, permettendo lo scambio di informazioni protette da un algoritmo di criptazione.

La particolarità sta nel fatto che, sfruttando la potenza di calcolo di un elaboratore, è possibile creare nuova valuta, che viene generata in cambio del tempo macchina utilizzato per elaborare una serie di informazioni decentralizzate tramite un sistema peer-to-peer (termine conosciuto dagli utilizzatori di piattaforme per lo scambio di file digitali come Torrent) che, nel caso specifico, si chiama blockchain.

Blockchain è composto da blocchi di dati che memorizzano transazioni correlate tra loro da un marcatore temporale, blocchi elaborati in maniera distribuita ma dove ognuno di essi è collegato ai precdenti formando una catena.

Il sistema distribuito fa in modo che non esista un ente centralizzato in grado di controllare le criptovalute, ma che esista un database decentralizzato tra i nodi, ossia tra tutti i computer degli utenti, per tenere traccia di tutte le transazioni. 

La criptovaluta più famosa è il Bitcoin, la prima creata ed imitata da centinaia di altre criptovalute, dette anche altcoin, che sono perfettamente legali da detenere e convertire in denaro tradizionale.

Il valore dei Bitcoin è in continua crescita e la criptovaluta rappresenta uno degli investimenti più fruttiferi effettuati nell’ultimo periodo. Almeno fino adesso.

Quest’anno Ethereum, una criptovaluta in circolazione dal 2013 con caratteristiche più evolute, ha avuto un aumento di valore pari al 4500% nel 2017! All’inizio di quest’anno l’insieme degli Ether complessivi corrispondeva al 5% di tutti i Bitcoin, ora ha raggiunto l’82% di tutti i Bitcoin esistenti, per un ammontare complessivo di 34 miliardi di dollari.

E’ stato costituito un global computing network a cui partecipano i produttori di Ether ai quali hanno aderito le principali società mondiali, come Accenture, Microsoft, Toyota, Intel, e JPMorgan Chase, mentre la nuova criptovaluta sta raccogliendo consensi presso il 94 percento degli utilizzatori come alternativa al Bitcoin.

I trend di crescita sembrano indicare che il valore di Ethereum sorpasserà quello di Bitcoin molto presto, un evento che i sostenitori delle criptovalute chiamano “the flippening“.

I punti di somiglianza tra Ethereum e Bitcoin sono molti: entrambi sono gestiti e mantenuti da volontari di tutto il mondo e tracciati tramite un network di computer, invece che da un’azienda o un governo. Il prezzo viene stabilito dagli scambi privati ed è possibile acquistarli e venderli su apposite piattaforme di trading.

Ethereum però ha una marcia in più rispetto ad una classica criptovaluta: il network di computer su cui è basato permette di eseguire programmi informatici, quelle che vengono chiamate  decentralized applications, o Dapps. Questi software vengono usati per creare contratti vincolanti, gli smart contracts, che si sostituiscono ai documenti tradizionali e creano rapporti giuridici tra due o più soggetti senza il coinvolgimento umano.

E’ una caratteristica che ha attratto una folta schiera di programmatori per contribuire al miglioramento del software, mentre le società hanno cominciato ad usare il network di Ethereum come base per altri programmi. La JPMorgan Chase, per esempio, ha creato un sistema di monitoraggio per il trading. 

Il potenziale del sistema di distribuzione blockchain è incredibile, e lo dimostra il rapido Boom di Bitcoin ed Ethereum, ma il mercato delle criptovalute ha una certa volatilità. Il mondo dei bitcoin è stato soggetto a problemi tecnici e alla piaga di hacker che usano la valuta per farsi pagare riscatti informatici o per pagare merci illegali.

Anche Ethereum ha avuto i suoi problemi, come il furto del giugno 2016 alla DAO,  una specie di fondo basato sulla criptovaluta nato per finanziare nuovi progetti, in cui un utente ha rubato circa 60 milioni di dollari, che ha rappresentato un duro colpo per la credibilità della criptovaluta. I sistemi come Bitcoin e Ethereum sono comunque stati irrobustiti abbastanza per riprendersi da certi eventi, e in particolare lo sviluppo open source di Ethereum dovrebbe garantire da eventuali anomalie sfruttabili dagli hacker. 

Il potenziale di questi sistemi è tale che il New York Time ha dichiarato che il valore combinato di Bitcoin ed Ethereum “supera il valore di mercato di PayPal e sta per raggiungere quello di Goldman Sachs”.

Il futuro di questi sistemi è ancora incerto. Molti speculatori sono restii ad investire nel sistema per timore che il prezzo di Ethereum possa essere stato gonfiato e possa scoppiare come una bolla e sono in attesa di evidenze più concrete dell’andamento del mercato. Bisognerà anche valutare quali saranno gli effetti dell’introduzione dei sistemi di pagamento in criptovaluta nel mercato al dettaglio, come stanno facendo con Bitcoin compagnie come Expedia e Overstock.com.

Tuttavia resta il fascino di un sistema di pagamento e di gestione del denaro che potrebbe rivoluzionare completamente il mercato degli investimenti, garantire agli investitori grandi guadagni e forse un giorno essere utilizzato come valuta corrente.

 

 

 

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