Una proteina potrebbe renderci immuni alle radiazioni

di Viviana Rabucci

Avete mai sentito parlare dei tardigradi?
Si tratta di minuscole creature famose per il fatto che hanno delle capacità di sopravvivenza in condizioni estreme, come il vuoto dello spazio, temperature elevatissime, pressioni equivalenti a 6 volte quella oceanica, disidratazione, e addirittura congelamenti che si protraggono per anni.

La caratteristica forse più interessante è che i tardigradi sono in grado di sopravvivere all’esposizione di radiazioni che sono letali per qualsiasi altro organismo . Non è un caso che questi animaletti vengano studiati approfonditamente e finalmente gli scienziati sono riusciti a dare una spiegazione per questa straordinaria capacità.

Uno studio pubblicato su  Nature Communications rivela che un gruppo di studiosi ha individuato in una proteina, che chiamano “Dsup”, questa particolare resistenza alle radiazioni. La proteina, scoperta da Takekazu Kunieda e dal suo team dell’Università di Tokyo, agisce come una specie di “soppressore di danneggiamento” ed è stata individuata dopo aver completato la sequenza del genoma di una specie di tardigradi chiamata Ramazzottius varieornatus.

Le proteine Dsup abbracciano il DNA del tardigrado e lo avvolgono, proteggendolo dai danni dovuti alle radiazioni, mantenendone intatte le normali funzioni, oltre a ripulire dagli agenti DNA-danneggianti conosciuti come i radicali liberi.

Fantastico no? E non è finita. Sembrerebbe che la Dsup possa svilupparsi anche in altri organismi, compreso quello umano.

Kunieda ha effettuato dei test con delle cellule di rene cresciute in laboratorio, geneticamente modificate per autoprodurre Dsup. “Le cellule umane che hanno prodotto Dsup hanno visto una riduzione dal 40 al 50 per cento dei danni causati al DNA dai raggi X, rispetto alle cellule di controllo” ha specificato Kunieda. L’utilizzo dell’RNA per sabotare il gene Dsup ha fatto sparire completamente l’effetto di protezione contro le radiazioni. Questo prova che la Dsup sia il fattore chiave.

Se questa abilità può essere ricreata in tutte le cellule di un organismo totalmente cresciuto come noi, potrebbe rendere gli esseri umani e altri animali immuni alle radizioni. “Potrebbe essere d’aiuto per il volo spaziale, la radioterapia e i lavoratori in ambienti contaminati da radiazioni in un lontano futuro” crede Kunieda. Certo, si tratta di un se tutto da valutare.

Ad ogni modo la ricerca di questo team cancella per sempre la teoria che il DNA dei tardigradi sia stato ampiamente assorbito da altri organismi batterici con un processo chiamato trasferimento genetico orizzontale. Come dimostra uno studio effettuato precedentemente quest’anno, la maggior parte del DNA di queste affascinanti creature è autoprodotto.

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