Perché le emozioni forti le sentiamo nel petto?

Quante volte vi sarà capitato di avvertire quella sensazione di “tuffo” o di “morsa” al cuore dopo aver appreso una spiacevole notizia?

“Tuffo”, “morsa”… non sono solo delle metafore che ben descrivono le intense sensazioni che proviamo nel nostro cuore; andando ben oltre questa mera funzione descrittiva, esse sottolineano come le emozioni abbiano un forte impatto anche a livello fisico, sul nostro corpo.
Noi tutti sappiamo che il cuore è semplicemente un “simbolo” dell’amore e del dolore e che, in realtà, tutte le emozioni sono generate dal nostro cervello. Ma allora in che modo, esattamente, le forti emozioni riescono ad innescare delle specifiche sensazioni nel nostro petto?
Gli scienziati non sono ancora riusciti a dare una risposta precisa a questa domanda.
Robert Emery e Jim Coan, professori di Psicologia presso l’Università della Virginia, hanno individuato una possibile spiegazione nella corteccia cingolata anteriore, un’area del cervello che sembra regolare le reazioni emotive e diventare particolarmente attiva nelle situazioni stressanti. Emery e Coan hanno esposto le loro ipotesi nella prestigiosa rivista “Scientific American”, suggerendo che la corteccia cingolata anteriore stimoli il nervo vago che, partendo dal tronco cerebrale, si congiunge al petto e all’addome: sarebbe proprio questa stimolazione a causare il dolore che proviamo nel petto.
Ma quali sono le emozioni che provocano questo tipo di sensazioni? Nel 2013 alcuni ricercatori dell’Università Aalto, dell’Università di Turku e dell’Università di Tampere (Finlandia) hanno condotto uno studio al fine di individuarle. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica statunitense “Proceedings of the National Academy of Sciences”, ha coinvolto 700 soggetti, a cui è stato chiesto di indicare con esattezza in quali parti del proprio corpo provassero diversi tipi di emozioni. I risultati si sono rivelati coerenti e sorprendentemente simili tra culture differenti. 
I ricercatori hanno riscontrato che alcune emozioni possono essere raggruppate insieme: ad esempio, la rabbia, l’ansia e la paura sono state tutte associate ad intense sensazioni nell’area del petto. Invece emozioni come la felicità e l’amore generavano sensazioni diffuse in tutto il corpo. I ricercatori hanno ipotizzato che queste sensazioni (il cuore che batte o il petto che si stringe) potrebbero essere innescate per aiutarci a fronteggiare specifiche sfide o minacce che ci pone l’ambiente, regolando appunto l’attività del sistema cardiovascolare o nervoso.
Attualmente è ancora acceso il dibattito se questi cambiamenti del corpo siano differenti a seconda del tipo di emozioni che proviamo. Saranno dunque necessarie ulteriori ricerche volte a registrare particolari cambiamenti del corpo, come le variazioni nel flusso sanguigno, nel momento in cui i soggetti sperimentano specifiche emozioni.

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