Gli anti-vaccinisti sovvenzionano una ricerca che non trova nessun nesso tra vaccino e autismo

Il tema delle vaccinazioni è un argomento tra i più sentiti quando si parla di salute pubblica. I vaccini sono stati una delle scoperte scoperte che più ha cambiato la storia della medicina. Grazie ad essi sono scomparse del tutto malattie come il vaiolo e quasi del tutto il tetano, la difterite, la poliomelite. Si sono di molto ridotte anche le malattie virali, non curabili attraverso gli antibiotici, come alcune malattie dell’infanzia, l’epatite B e malattie batteriche come la meningite. Proprio la riduzione degli effetti di queste malattie ha però diminuito nella popolazione la percezione di quanto le vaccinazioni siano importanti, mentre una grande risonanza mediatica viene attribuita su Internet a fonti che proclamano effetti negativi dei vaccini, dovuti a composizioni chimiche in grado di scatenare diverse patologie. Tra queste una delle più conclamate è l’autismo.

La stragrande maggioranza degli scienziati è d’accordo sul fatto che le vaccinazioni non causano l’autismo. Studi dopo studi l’hanno dimostrato, e anche la ricerca originale utilizzata per mettere in giro questo mito è stata infine ritirata a causa di dati falsificati e considerata un'”elaborata truffa”. Questo però non ha fermato molti gruppi anti-vacciisti che sono ancora in cerca di produrre dati che affermino il contrario, spesso commissionando studi che sperano possano sostenere le loro ideologie.

Per almeno uno di questi gruppi però, il sistema di finanziare degli studi scientifici per dimostrare il loro punto di vista sembra aver fallito.
E’ stato condotto uno studio di sei anni per esaminare l’effetto che le vaccinazioni hanno sullo sviluppo neurologico e il comportamento dei neonati di macaco Rhesus, finanziato in parte dal patrocinio del gruppo autismo e anti-vaccinista SafeMinds. La ricerca si è conclusa senza poter stabilire prove di un collegamento tra vaccinazioni e autismo.

Questo non ha impedito al gruppo di rivendicare che i risultati non cambiano le cose. In una dichiarazione, affermano che avevano “preoccupazioni per i cambiamenti nel disegno del protocollo di studio e di analisi che possono aver condotto a questi risultati contraddittori”.
La contraddizione a cui si riferiscono è il fatto che sono stati in precedenza forniti risultati preliminari di uno studio più piccolo, che si proponeva di sostenere la loro posizione, prima che lo studio venisse ampliato per includere più soggetti subendo l’applicazione di standard più rigorosi che alla fine non hanno rilevato nessuna evidenza.

Lo studio, pubblicato in Proceedings of the National Academy of Sciences, ha coinvolto 79 piccoli di scimmia divisi in sei gruppi. A due di questi gruppi sono stati dati vaccini contenenti Thimerosal. Il Thimerosal è un agente antisettico e antimicotico che è stato spesso utilizzato nelle vaccinazioni fino a quando non è stato rimosso negli Stati Uniti dai vaccini somministrati ai bambini negli anni ’90, ed è spesso citato dai gruppi anti-vaccini come causa per l’autismo. I successivi due gruppi hanno ricevuto il vaccino MPR (anche questo accusato di causare l’autismo) senza Thimerosal e agli ultimi due sono state fatte iniezioni saline come controllo.

Gli scienziati hanno quindi studiato il comportamento dei macachi e il loro modo di interagire nelle situazioni sociali per individuare eventuali comportamenti “autistici”. Non è stato trovato nulla. Dato che alcune persone con diagnosi di autismo sono risultate avere cellule più piccole nell’ippocampo e un numero inferiore di cellule nell’amigdala, dopo aver applicato l’eutanasia alle scimmie gli scienziati hanno condotto autopsie sui cervelli degli animali, alla ricerca di questi cambiamenti. Non sono state rilevate differenze tra i gruppi, ed è stato affermato: “I nostri dati non supportano un ruolo, per i vaccini contenenti thimerosal, nello sviluppo di neuropatologie di disturbo dello spettro autistico”.

Nonostante i ricercatori affermino di aver fornito i loro dati ad un consulente indipendente per le statistiche, SafeMinds chiede una rianalisi dei dati. “Riteniamo che all’interno di questi dati possano essere presenti risultati su animali che potenzialmente possano avere una reazione avversa a questi vaccini, che si possa rispecchiare in quello che accade nei neonati umani” ha detto il presidente di SafeMinds Sallie Bernard su  Newsweek. Forse il risultato è stato un po’ difficile da mandar giù, tuttavia sarebbe importante che le osservazioni venissero valutate in modo obiettivo.

Al giorno d’oggi la disinformazione può essere effettuata facilmente sulla rete, tuttavia l’argomento è delicato e può presentare diverse sfaccettature. Una buona parte dei gruppi anti-vaccinisti agisce sicuramente in buona fede, ma sul tema intervengono anche molti approfittatori in cerca di visibilità. Nonostante le rassicurazioni dell’OMS e dei ministeri della salute, il caos mediatico spaventa i genitori che devono affrontare la decisione di vaccinare i propri figli. La raccomandazione è quella di cercare informazione sui siti sicuri, o quantomeno di saper valutare le affermazioni “cum grano salis” e di valutare le proprie decisioni anche consultando chi è in grado di fornire spiegazioni sulla base di conoscenze provate, al fine di proteggere la propria salute e quella di chi ci sta vicino.

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