I batteri intestinali contro i devastanti effetti della malnutrizione

I batteri vengono comunemente visti come invasori da abbattere a vantaggio della nostra salute e di quella dei più piccoli; oggigiorno l’uso di antibiotici è a dir poco spropositato, talora addirittura si assumono in forma preventiva, dimenticando che in realtà questi microorganismi non sono sempre nostri “nemici”. Quelli endogeni infatti sono tutt’altro che da eliminare, in quanto fondamentali per la sopravvivenza dell’essere umano per il fatto che forniscono fattori di crescita essenziali, aiutano il metabolismo alimentare e addirittura proteggono dall’infezione da parte di altri tipi di batteri altamente virulenti stimolando la risposta immunitaria.

In aggiunta a queste preziose funzioni, tre recenti studi suggeriscono che alcuni batteri intestinali potrebbero essere di vitale importanza nell’aiutare i bambini a riprendersi dalla malnutrizione che influisce negativamente e senza possibilità di ripresa sulla loro crescita.

In un primo studio, il biologo François Leulier e i suoi colleghi dell’Istituto di Genomica Funzionale di Lione hanno alimentato con una dieta a basso contenuto proteico sia un gruppo di topi con normale flora microbica intestinale sia uno germ-free.

Monitorandoli dall’infanzia fino all’età adulta sono emerse grandi differenze: la crescita dei topi germ-free era stentata, mentre i topi con normale flora intestinale apparivano maggiormente formati, con ossatura robusta, organi e corpi proporzionati. Il team ha quindi dimostrato che la presenza dei microbi intestinali favorisce la crescita poiché incentiva la produzione dell’Insulin-like Growth Factor-1 (IGF-1), responsabile del controllo dell’attività dell’ormone somatotropo (GH), detto comunemente Ormone della Crescita. Sempre in questo studio, il L. plantarum, ceppo appartenente al genere dei Lactobacillus, si è scoperto essere in grado di stimolare l’attività di GH nei topi giovani e che gli stessi, in assenza del ceppo, a causa della malnutrizione svilupperebbero resistenza a GH.

Nello stesso numero della rivista Science compare un altro studio sull’argomento proveniente dal laboratorio del dott. Jeffrey Gordon (George Washington University di St. Louis). Il team ha esaminato la flora batterica intestinale in bambini del Malawi sia sani che malnutriti, di età compresa fra 0 e 36 mesi.

È già noto che bambini di una stessa età presentano una composizione batterica intestinale simile, ma in questo studio si è visto che quelli malnutriti dispongono di un mix microbico più simile a quello di bambini sani di età inferiore. Gordon, ritenendo che ciò potesse essere dovuto alle condizioni alimentari, ha studiato meglio il problema: il team ha isolato le colonie batteriche intestinali dalle feci sia dei bambini malnutriti che di quelli in buona salute; le colonie sono state trapiantate in topi germ-free con il risultato che le cavie in cui sono stati introdotti i batteri di bambini denutriti non si sono sviluppate tanto quanto hanno fatto quelle con microbi intestinali di bambini sani: solo l’aggiunta a posteriori di due specie batteriche (Ruminococcus gnavus e Clostridium symbiosum) li ha aiutati a crescere di nuovo.

Precedentemente lo stesso team aveva pubblicato su Cell un altro studio molto interessante in cui era stato analizzato il latte materno di donne del Malawi che avevano dato alla luce o neonati sani o con ritardo nella crescita. Il latte delle madri di bambini sani era risultato ricco di carboidrati contenenti acido sialico (C11H19NO9) che ha la funzione, fra le altre, di proteggere le proteine dall’attività delle proteasi.

Con lo scopo di verificare se la causa della crescita normale dei nati fosse dovuta alla presenza di questi carboidrati e per non sottrarre alle madri una quantità eccessiva di latte per i test, i ricercatori avevano isolato i carboidrati dal siero di latte fornito da un’azienda casearia della California. Dopo somministrazione a topi in cattive condizioni microbiche intestinali, il risultato era stato il potenziamento della loro crescita.

Questi risultati portano a credere che l’utilizzo di alcuni batteri intestinali possano in futuro essere d’aiuto per i soggetti in deficit alimentare e in particolare la possibilità di indurre la crescita del ceppo di L. plantarum nei bambini malnutriti potrebbe portare ad un miglioramento delle loro condizioni. Tuttavia gli studi da completare saranno ancora lunghi e richiederanno ulteriori ricerche.

Si potrà davvero ottenere il recupero dello sviluppo grazie alla germ-therapy?

Fonte: Student Science

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