Perforare il mantello al di sotto della crosta terrestre?

La JOIDES Resolution

La JOIDES Resolution

Non è mai stato possibile perforare la crosta terrestre fino a raggiungere il mantello che vi giace al di sotto: la profondità è tale che ogni precedente tentativo è fallito. Questo mese però un gruppo di scienziati spera di mettere in moto alcune iniziative destinate a cambiare la situazione.

In questi giorni una nave dotata di trivella, la JOIDES Resolution (Joint Oceanographic Institutions for Deep Earth Sampling, ovvero Istituzioni Oceanografiche Unite per la Campionatura della Terra Profonda) sta per raggiungere il banco Atlantis sulla dorsale Indiana di Sud Ovest, nell’Oceano Indiano, con arrivo previsto per il prossimo 16 dicembre. La nave proverà a trivellare la crosta terrestre fino alla profondità di 1,5 chilometri, in una campagna nota come  “progetto SloMo”, acronimo di Slow Spreading Ridge Moho (che potrebbe essere tradotto come Lenta Propagazione nella Dorsale verso Moho, abbreviazione che indica la discontinuità di Mohorovičić, ovvero la zona che separa la crosta terrestre dal mantello).

La missione, guidata dal professor Chris MacLeod dell’Università di Cardiff e da Henry Dick dell’Istituto Oceanografico Woods Hole nel Massachussets, è in ogni caso solo la precorritrice di una sfida assi più grandiosa. A partire dal 2020, il gruppo di ricercatori conta di realizzare una seconda nave trivellatrice, la Chikyu, con l’obiettivo di arrivare a penetrare per la prima volta il mantello terrestre.

“Viviamo su questa Terra e dovremmo conoscere ciò che accade sotto ai nostri piedi”, ha dichiarato a Nature News Walter Munk, un oceanografo presso la Scripps Institution of Oceanography a La Jolla, in California. Munk stesso ha guidato nel 1961 un precedente tentativo, purtroppo fallito, di perforare la crosta fino al mantello, noto come progetto Mohole, mentre Dick fu a sua volta coinvolto in un tentativo sfortunato nel 1997. Il tentativo attuale, in ogni caso, desta grandi speranze.

Il progetto SloMo è gestito dall’IODP (International Ocean Discovery Program, ovvero il Programma Internazionale per la Scoperta dell’Oceano) come parte della Expedition 360, e dirige verso questa regione particolare perché si ritiene che qui il mantello si sia gonfiato al di sotto della crosta, risultando più accessibile. Solitamente infatti il mantello è al di sotto della Moho, mentre nel luogo prescelto è al di sopra, fino ad una profondità, raggiungibile dalle trivelle, di 2,5 chilometri. La Moho stessa, pur essendo ad una maggiore profondità, sebbene ancora raggiungibile, di 5 o 5,5 chilometri è comunque molto più vicina che sotto alla terraferma, dove si può trovare a decine di chilometri dalla superficie.

In questa spedizione iniziale, la trivellazione ad opera della nave specializzata penetrerà solo la crosta terrestre e cercherà di riportare in superficie un campione. Spedizioni successive, previste già nel 2018 ma senza date certe, proveranno quindi ad andare più in profondità.

Uno degli obiettivi chiave di questa prima spedizione consisterà anche nello studio dei livelli di presenza della serpentinite a queste profondità: si tratta di una roccia generata, a partire da materiale del mantello, da una sorgente attiva di calore, come il magma proveniente dalle zone più interne della Terra, e dall’acqua infiltratasi in profondità. Tale minerale, sovente ospite di colonie microbiche, potrebbe a sua volta dare indicazioni precise sulle profondità a cui l’acqua riesce a penetrare nel mantello stesso, una delle possibili spiegazioni dell’esistenza della Moho.

“Se laggiù c’è molta più serpentinite del previsto ”, ha affermato il professor MacLeold in un’intervista alla BBC, “chissà quanta di questa contiene vita microbica”. La scoperta, infatti, porterebbe probabilmente a dover riconsiderare le ipotesi sulla penetrazione della biosfera all’interno del pianeta.

SloMo continuerà fino al 30 gennaio e, se la fase iniziale avrà successo, potrebbe rivelarsi un passo cruciale verso il sogno decennale di riportare in superficie un campione del misterioso mantello terrestre.

Commenti

commenti

Potrebbero interessarti anche...

Rispondi