Il grattacielo da 4800 metri che spazzerà i cieli

Forse la parola grattacielo dovrebbe essere rivista, dal momento in cui i progetti dell’edilizia per le torri del futuro si fanno così arditi da sembrare che arrivino non solo a solleticare il cielo ma addirittura a “perforarlo”! In questo caso però sembra che si limiteranno quantomeno a ripulirlo.

E’ quanto previsto dalla Arconic, un’azienda che si occupa di scienze dei materiali, che ha realizzato il concept di un grattacielo alto 4,8 chilometri, costruito con materiali che sono ancora in fase di sviluppo o che sono già disponibili sul mercato, tra cui anche superfici in grado di assorbire lo smog e balconi retrattili.

Il progetto fa parte di una campagna più estesa battezzata simpaticamente “The Jetsons”, il cartone animato degli anni ’60 di Hanna-Barbera da noi conosciuto come “I pronipoti” e ambientato nel 2062, in cui una famiglia viveva le proprie avventure, con le dinamiche famigliari di oggi, in un mondo del futuro pieno di veicoli volanti e arditissimi grattacieli. Gli ingegneri di Arconic hanno lavorato fianco a fianco con gli esperti di futuro per immaginare le tecnologie che saranno più utili tra qualche decade.

Ecoclean

EcoClean è proprio una di queste tecnologie: si tratta di un rivestimento che permette agli edifici di autopulirsi e di purificare l’aria circostante. Uno dei manager scientifici dei materiali di Arconic,  Sherri McCleary, ha dichiarato: “Il rivestimento funzionale fornisce estetica e vantaggi nella manutenzione, in più provvede ad aiutare l’ambiente riducendo il contenuto di inquinanti presenti nelle vicinanze”.

EcoClean funziona per mezzo della luce e del vapore acqueo, che si mescola con i composti chimici del rivestimento per produrre molecole conosciute come radicali liberi, i quali attraggono gli inquinanti e li scindono per poi lasciar sfogliare i residui lungo la parete insieme allo sporco come se si trattasse di pelle morta. Il risultato è un edificio pulito e circondato di aria altrettanto pulita.

Bloomframe

Le stesse finestre sono un’innovazione. Il nuovo design proposto si chiama Bloomframe. Si tratta di finestre motorizzate che nel giro di un minuto si convertono in un balcone fatto tutto di vetro.

 

Secondo i piani di Arconic questa tecnologia sarà rilasciata sul mercato nel breve futuro, pertanto stanno esponendola nelle fiere di tutto il mondo. Il vantaggio starebbe nel fatto che si potrebbe evitare di spendere il doppio dei soldi in materiali per la costruzione delle finestre e delle relative cornici utilizzando dei componenti flessibili che possono anche trasformare gli edifici in qualcosa di più che semplici giganti statici.

Stampa 3D

Secondo Arconic anche i materiali stampati in 3D faranno la differenza, resistendo a venti fortissimi e a climi estremi, al punto da permettere di costruire grattacieli alti anche 5 chilometri. Nell’attesa che la tecnologia evolva al punto di renderli possibili l’azienda continua a spingere al limite il modo in cui i grattacieli di adesso possono apparire ed essere funzionali, cercando di ricercare ed ottimizzare i materiali che possono essere utilizzati per la stampa 3D in modo da fornire più opzioni a designer e architetti.

Non possiamo restare che a bocca aperta di fronte a certi progetti, tuttavia l’auspicio è che l’ingegneria dei materiali non si fermi al conseguimento di risultati eccellenti in campo costruttivo, ma che preveda anche soluzioni in grado di produrre uno smaltimento efficace degli stessi nel momento in cui questi dovranno essere eliminati.

Certo, ci aspettiamo che un grattacielo sia destinato a durare nel tempo, ma non dimentichiamo cosa comporta oggi la sostituzione di materiali come l’Eternit, il cemento-amianto un tempo ritenuto estremamente vantaggioso e resistente per le costruzioni (e come dice il nome pensato per durare per l’eternità)  ed oggi riconosciuto come irrimediabilmente cancerogeno. Il timore è che lo smaltimento dei materiali “intelligenti” possa un giorno avere conseguenze nefaste per l’ambiente, in un periodo in cui invece dovremmo prestare un’attenzione scrupolosa per lo stato di salute del pianeta, già pesantemente provato dall’antropizzazione.

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