La prima città galleggiante nel Pacifico nel 2020

Città galleggiante

Il progetto di città galleggiante del Seasteading Institute

La superficie del nostro pianeta è ricoperta per il 71% da oceani di acqua salata. Considerando l’attuale tasso di crescita della popolazione mondiale, lo spazio abitabile sulla superficie terrestre nelle aree temperate è sempre più ridotto. Perché allora non pensare di sfruttare le grandi distese oceaniche per “allargare” lo spazio a disposizione?

Deve essere quello che hanno pensato al Seasteading Institute di San Francisco, un’organizzazione non profit nata proprio con l’intento di promuovere la diffusione di questa idea sin dalla sua costituzione nel 2008, che ha raggiunto un accordo con il governo della Polinesia Francese per effettuare dei test nelle sue acque per la realizzazione di una città galleggiante. 

Il progetto è ambizioso: Joe Quirk, presidente dell’istituto, afferma che la creazione di una città galleggiante sia equiparabile a quella di una nuova nazione. L’istituto potrebbe creare delle città su misura dotandole di sistemi di governo differenti adatti a diversi tipi di popolazioni.

La città tipo sarebbe costituita da una dozzina di strutture, comprendenti case, hotel, uffici e ristoranti. Ingegneri e architetti del Seastending Institute hanno già visitato una location top secret dove dovrebbe essere realizzato il progetto che potrebbe diventare realtà nel 2020.

Schema città galleggiante

La città sarebbe costituita da abitazioni, hotel, uffici e ristoranti.

La realizzazione della struttura non è solo una sfida ingegneristica, ma per il Seasteading Institute è anche un’ambiziosa utopia politica: il loro obiettivo principale sembra essere quello di “liberare l’umanità dai politici” e “riscrivere le regole che governano la società”.

Si stima che il costo per la realizzazione di una di queste città sia di 167 milioni di dollari, parte dei quali sono stati già finanziati dal cofondatore di PayPal Peter Thiel, uno dei miliardari più ricchi del mondo secondo Forbes. Sembra però che per finanziare il progetto l’istituto voglia organizzare una Initial Coin Offering (ICO) con l’emissione di un’apposita criptovaluta.

Il progetto di città galleggiante è ambizioso e ricorda in parte il progetto delle città subacquee che abbiamo trattato qualche tempo fa. In questo caso però, al di là della stravaganza e delle sfide ingegneristiche, ci sono diversi aspetti che vale la pena prendere in considerazione.

Prima di tutto è interessante notare la collaborazione della Polinesia Francese. I piccoli paesi insulari infatti sono i più esposti al futuro innalzamento dell’oceano che è destinato ad inghiottirli, motivo per cui alcuni di essi, come lo stato insulare del Kiribati, si stanno già muovendo per cercare delle soluzioni per non scomparire e hanno tutto l’interesse ad appoggiare iniziative di questo tipo.

Una soluzione galleggiante, ammesso che fosse sufficientemente resistente per resistere alle avverse condizioni atmosferiche, rappresenterebbe un sistema a prova dell’innalzamento dei mari, potendo restare sempre in superficie.

Città galleggiante visione d'insieme

Una città galleggiante potrebbe risolvere il problema dell’innalzamento dei mari per molti stati insulari

Ma la costituzione di una nuova città stato, con l’intenzione ben definita di avere un governo indipendente, rappresenta anche una soluzione per creare un nuovo paradiso fiscale, in grado di attrarre enormi risorse finanziarie, oltre che un nuovo concetto di politica.

Se vogliamo si tratta della versione più semplice del sogno utopico di Asgardia, la nazione spaziale che si vorrebbe costituire in orbita, ma che richiede risorse e tecnologie tuttora non disponibili.

Infine, l’adozione delle criptovalute, che di recente hanno dato prova di essere un mezzo insostituibile per il crowdfunding, rappresenta forse il metodo più veloce per rendere questa nuova identità indipendente. Una nuova criptovaluta non sarebbe solo lo strumento per finanziare il progetto, ma anche la principale moneta utilizzata nella città, rendendola indipendente legalmente e finanziariamente.

Ecco perché un progetto come questo, che come tante altre opere architettoniche sembrerebbe destinato a restare sulla carta e a passare in sordina, ha invece le carte in regola per diventare appetibile per investitori, imprenditori e grandi elusori fiscali, vedendo presto la luce e rappresentando solo un Proof Of Concept di quella che potrebbe essere una vera e propria diffusione di isole galleggianti in tutte le parti del mondo.

 

 

 

 

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